Congresso Nazionale | FENEALUIL | Federazione Nazionale Lavoratori Edili Affini e del Legno

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COSTRUZIONI: APERTI I LAVORI DEL XIX CONGRESSO FENEALUIL. FRANZOLINI: “SICUREZZA, LEGALITÀ, INCLUSIONE E INNOVAZIONE PER GOVERNARE IL CAMBIAMENTO DEL SETTORE.”

Si è aperto nel pomeriggio di oggi il XIX Congresso Nazionale della FenealUil che ha riunito a Castellaneta Marina 600 persone tra delegate, delegati, rappresentanti istituzionali, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali.

Un monologo teatrale, ideato e interpretato da Stefano Massini, ha dato il via ai lavori.

Al centro, la relazione del Segretario Generale Mauro Franzolini, che ha delineato il quadro delle trasformazioni in atto e le priorità dell’organizzazione.

“Il sindacato è prima di tutto un soggetto collettivo: ogni incarico è un mandato collegiale, un patto di fiducia con un’organizzazione che ha storia, competenze e responsabilità verso il mondo del lavoro”, ha affermato Franzolini in apertura, rivendicando l’identità della FenealUil come “sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori delle costruzioni, parte di una grande organizzazione confederale, autonoma e riformista, che sta da una parte sola: quella del lavoro, della dignità e della legalità”.

Ampio il riferimento al contesto internazionale e sociale. “Viviamo uno dei passaggi più complessi degli ultimi decenni: la guerra è tornata in Europa e nel Mediterraneo, producendo instabilità e nuove disuguaglianze”. In questo scenario, ha avvertito, “le risposte semplici del nazionalismo non proteggono i lavoratori, ma li isolano e li mettono in competizione”. Da qui la richiesta di “un’Europa capace di difendere la pace e di costruire politiche industriali e investimenti comuni, senza sacrificare i diritti del lavoro”.

Sul piano nazionale, il Segretario generale ha evidenziato “una contraddizione profonda: l’Italia non è un Paese povero, ma è un Paese in cui troppe persone si impoveriscono”, rilanciando la necessità di “un fisco più giusto e progressivo, che premi il lavoro e sostenga il potere d’acquisto”. Tra le priorità indicate, il tema della casa: “Il Piano Casa rappresenta un segnale importante, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di tradurre gli obiettivi in risorse certe, strumenti operativi chiari e procedure efficienti”. La necessità di una politica industriale a partire dal ruolo strategico della filiera delle costruzioni, definita “una grande infrastruttura economica del Paese, un moltiplicatore di lavoro, innovazione e domanda interna”. Dopo la fase espansiva legata a incentivi e PNRR, il settore è oggi chiamato a una nuova fase: “Serve una strategia strutturale capace di sostenere investimenti, qualificazione e occupazione”. Un passaggio rilevante è stato dedicato alla transizione ecologica: “Riqualificare il patrimonio edilizio significa ridurre emissioni e povertà energetica, ma anche creare lavoro stabile e qualificato. Non vogliamo una transizione fatta di precarietà e irregolarità, ma una transizione giusta, programmata e contrattata”.

Forte il richiamo alla sicurezza sul lavoro: “È il punto da cui si misura la civiltà di un Paese. Non bastano le norme se non si rafforzano controlli, prevenzione e responsabilità lungo tutta la filiera”. Franzolini ha indicato cinque direttrici prioritarie: qualificazione delle imprese, responsabilità della committenza, utilizzo integrato dei dati, rafforzamento della rappresentanza della sicurezza e formazione di qualità. “Non basta dire più sicurezza – ha sottolineato – se si continuano a favorire filiere troppo lunghe, ribassi eccessivi, contratti pirata e associazioni fasulle, che scaricano i costi e i rischi sui lavoratori.”

Un ulteriore passaggio è stato dedicato al tema dell’inclusione e al ruolo dei lavoratori stranieri, oggi componente essenziale della forza lavoro del settore. “Dobbiamo integrare i lavoratori migranti non come semplice manodopera necessaria, ma come persone titolari di diritti. Nei cantieri e nelle fabbriche il futuro del lavoro sarà sempre più plurale. La nostra risposta deve essere chiara: stessi diritti, stessa sicurezza, stesso contratto, stessa dignità”. La FenealUil ha ribadito come la valorizzazione del lavoro migrante rappresenti una condizione fondamentale per garantire legalità, qualità del lavoro e coesione sociale.

Spazio anche al ruolo della contrattazione e della bilateralità, definite “leve fondamentali per garantire qualità del lavoro e competitività delle imprese sane”, e alla necessità di governare l’innovazione: “La tecnologia può migliorare sicurezza e produttività, ma solo se accompagnata da formazione e partecipazione”.

In chiusura, Franzolini ha ribadito la funzione del sindacato come soggetto attivo nei processi di trasformazione: “La sfida è governare il cambiamento mettendo al centro il lavoro. È su questo terreno che si misura la responsabilità delle parti sociali e delle istituzioni”.

I lavori della prima giornata sono stati conclusi da Ivana Veronese Segretaria Confederale UIL e proseguiranno domani e venerdì con il confronto tra delegati e ospiti. Domani sarà presente l’analista geopolitico Dario Fabbri, mentre venerdì interverrà Pierpaolo Bombardieri.

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