La sicurezza non è uno slogan
Dalla Sicilia Mauro Franzolini: “Dopo l’ennesima tragedia sul lavoro avvenuta in Sicilia, a Palermo, che è costata la vita a due operai, non è più possibile limitarsi alle dichiarazioni di circostanza. La sicurezza sul lavoro continua a essere trattata come uno slogan, mentre nei fatti resta un’emergenza strutturale e irrisolta. Servono controlli seri, continui ed efficaci, e un immediato potenziamento degli organici degli ispettorati, oggi drammaticamente insufficienti rispetto alla dimensione del problema. Ma non basta: senza un sistema di prevenzione reale, il territorio continuerà a essere esposto a rischi e disastri annunciati. Non si può più rincorrere l’emergenza dopo che le tragedie sono già avvenute, come dimostrano anche vicende drammatiche come quella di Niscemi. Il punto è politico e riguarda le scelte di fondo: la tutela del lavoro e della legalità non può essere subordinata alla logica del profitto e del ribasso. Troppo spesso si continua a permettere che la competizione si giochi sulla pelle dei lavoratori, attraverso precarietà, subappalti incontrollati e dumping contrattuale. Il sindacato, che è presidio democratico nei luoghi di lavoro, denuncia con forza questa deriva e ribadisce che la contrattazione collettiva va difesa senza ambiguità, contrastando con decisione i cosiddetti contratti pirata e tutte le forme di aggiramento delle tutele. La politica deve assumersi le proprie responsabilità: o si sta dalla parte di chi applica contratti realmente rappresentativi e garantisce sicurezza, dignità e legalità, oppure si continua a tollerare un sistema che produce sfruttamento e morti sul lavoro. Non ci sono più alibi.”
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