Vertenza Semat Sud: 218 lavoratori a rischio
Vertenza Semat Sud: 218 lavoratori a rischio
“La crisi dell’indotto ex Ilva continua a colpire duro. Questa volta tocca alla Semat Sud” – a spiegarlo in una nota sono la Uil e la Feneal di Taranto – L’ azienda storica presente da oltre 20 anni nello stabilimento siderurgico ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 218 lavoratori, annunciando la cessazione delle attività e ieri, insieme alle altre organizzazioni sindacali, erano al tavolo in Regione Puglia con istituzioni e azienda per chiedere con forza:
ritiro dei licenziamenti
stop alla chiusura
ammortizzatori sociali straordinari
politiche attive del lavoro e formazione
soluzioni di transizione occupazionale
“Dal confronto – fanno sapere – abbiamo ottenuto una proroga di 9 mesi di cassa integrazione fino al 31 dicembre e la richiesta di attivare la cassa per transizione occupazionale attraverso Sepac, Arpal e Ministero. Ma non basta. Taranto merita certezze, non rinvii – sottolinenano Gennaro Oliva coordinatore della Uil di Taranto e Ivo Fiore Segretario FenealUil di Taranto – Questa azienda sta pagando ancora una volta il prezzo dell’instabilità dell’ex Ilva. Non possiamo accettare che 218 famiglie restino senza futuro. Abbiamo chiesto il ritiro immediato della procedura e strumenti concreti di tutela. Taranto è già al limite del collasso sociale: servono responsabilità e risposte, non chiusure.”
Ed ancora “La priorità è salvare il lavoro. Abbiamo chiesto ammortizzatori speciali, formazione e politiche attive per accompagnare i lavoratori verso nuove opportunità. Se ci sono risorse pubbliche, devono servire a mantenere l’occupazione e a rilanciare l’attività, non a spegnere un’altra realtà produttiva.”
“Infine ricordiamo che Taranto assorbe quasi il 60% della cassa integrazione straordinaria di tutta la Puglia: un dato che racconta una crisi strutturale che non può più essere ignorata. La UIL non farà passi indietro. Difendere il lavoro significa difendere il futuro della nostra città.”
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