Intervista Franzolini su La Sicilia
Edilizia, trincea della sfida per la sicurezza sul lavoro. Anche nella nostra Isola.
Mauro Franzolini, nuovo segretario generale della Feneal-Uil, spiega così i numeri inquietanti nei Rapporti mensili Inail e le tragedie nei cantieri: “Se in Sicilia, ma non solo, continuano ad aumentare le denunce di infortunio, la ragione purtroppo è evidente. Il nostro resta il settore dove si concentrano le maggiori fragilità del sistema produttivo e, a differenza della lotta che ogni giorno i sindacati combattono, non abbiamo registrato da parte dei Governi altrettanta volontà di combattere con efficacia questa guerra”.
Da due mesi al vertice della Feneal, Franzolini sarà stamattina (17 dicembre) a Catania nella sala-riunioni dell’hotel “Airport” per concludere il Consiglio regionale dell’organizzazione guidata in Sicilia da Nino Potenza. È prevista la partecipazione del segretario organizzativo e del tesoriere nazionale Feneal, PierPaolo Frisenna e Vincenzo Mudaro, oltre che delle segretarie generali di Uil Sicilia e Uil Catania Luisella Lionti ed Enza Meli.
Se gli incidenti aumentano, non è certo colpa di un male oscuro. Per Mauro Franzolini, “le cause sono tutte note: pochi controlli nei cantieri, irregolarità diffuse, lavoro nero, appalti al massimo ribasso e una catena dei subappalti che spesso rende impossibile garantire standard adeguati di sicurezza”.
-
Senza effetti concreti neppure i provvedimenti più recenti?
-
“Aldilà di un intervento che ad oggi poco ha inciso, e mi riferisco alla nota patente a crediti, poco altro è stato fatto. Un altro intervento normativo è arrivato in questi mesi, con il maxi-decreto in materia di sicurezza. Alcuni nostri suggerimenti sono stati accolti, attendiamo di capire il suo impatto anche se c’è da dire che le tematiche più importanti, e mi riferisco all’eliminazione degli appalti a cascata come anche delle gare al massimo ribasso, non sono state affrontate”.
-
Altro nodo, la formazione. Inutile, anzi controproducente, se si aggirano le norme con i corsi-fantasma come denunciato più volte dalla sua organizzazione nella nostra Isola. I “furbetti” non mancano mai?!
-
“Le imprese che aderiscono al sistema bilaterale (gli enti formati da sindacati e associazioni datoriali, ndr) sono consapevoli della quantità e della qualità dei nostri percorsi formativi, ma troppe aziende sono nate stando fuori dalle regole e dai contratti, inseguendo un business che ha drogato il mercato. Questo eccezionale ingresso di manodopera nei cantieri che spesso proveniva da altri settori, in certi casi senza alcuna formazione, ha esposto molti lavoratori a rischi maggiori e, infatti, il prezzo pagato è stato altissimo. Vanno chiusi gli enti che fanno formazione falsa, che vendono soltanto certificati. E vanno penalizzate le imprese che si servono di questi strumenti”.
-
Superbonus e Piano di ripresa hanno prodotto un’onda lunga che non durerà per sempre. Timori?
-
“È indubbio che il Superbonus e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza abbiano generato un’onda lunga positiva nel nostro settore, dando una spinta straordinaria a investimenti, occupazione e riqualificazione del patrimonio edilizio. Ma dobbiamo guardare avanti. È essenziale passare da misure emergenziali ed episodiche a politiche strutturate di lungo periodo: programmi di efficienza energetica, di messa in sicurezza del territorio, di rigenerazione urbana e infrastrutturale, capaci di attrarre investimenti privati insieme a quelli pubblici. La filiera delle costruzioni, che rappresenta circa il 30 per cento del PIL nazionale, può essere il motore di una crescita sostenibile solo se accompagnata da una visione chiara e stabile nel tempo”.
-
Proposte, soluzioni?
-
“Come Feneal Uil, con una visione riformista e attenta alle dinamiche internazionali, sosteniamo che serva un piano serio di incentivi di lungo periodo. Non spot. Per non disperdere i risultati ottenuti e per proseguire nella direzione della transizione energetica, della sicurezza del patrimonio costruito e della crescita del Paese”.
-
Il Governo nazionale ha previsto, tra le polemiche, la sanatoria per gli abusi storici. Condivide le critiche?
-
“Semplificare e uniformare la normativa delle tolleranze edilizie è necessario, c’è bisogno di una revisione complessiva delle norme che portino ad un aggiornamento, un riordino e un coordinamento delle disposizioni in materia edilizia e di pianificazione urbana. Bisogna, però, fare attenzione a non farla diventare un condono”.
Fonte originale: Leggi l’articolo completo